13 puntate + 2 meglio di....
Durata 45’ l’una
(2004 TSI1 - TSI2)
Molti chiedono quale sia la ricetta del successo del
Comedy Club? SEMPLICE: Prendete una bella manciata di originalità,
delle invenzioni fresche di giornata, un pizzico di follia e quanto basta
di autoironia Prendete poi un presentatore a volte complice, a volte vittima
e a volte carnefice; Aggiungete un prete che si è messo in proprio,
un coreografo cialtrone, un rude cow boy, un uomo sandwich, un monologhista
di “peso”,
un cantore che non trova la rima, un incredibile jettatore, una improbabile
vicina di casa, un maniaco sessuale, un prestidigitatore stonato e tanti
tanti altri personaggi; Allungate il tutto con il regista più gettonato
per le trasmissioni comiche come Zelig; Condite con del buon vecchio swing
eseguito da una band sempre in scena; Servite caldo e...scorrono così veloci
i 45 minuti tanto che vorremmo portarceli a casa per continuare a divertirci
nei nostri salotti.
Dopo il successo ottenuto nel 2004 con la produzione del programma comico “Comedy Club” andato in onda sempre sulla TSI, ci è stato commissionato un altro format televisivo di genere comico-musicale, da questi presupposti nasce CHI C’E’ C’E’ CHI NON C’E’ CIAO! Sitcom in 16 puntate + 4 meglio di.... durata 45’ l’una. “Chi c’è, c’è e chi non c’è, Ciao!” è il goliardico benvenuto, che la voce del Direttore di crociera, dagli altoparlanti della nave Smile Boat, offre ai propri ospiti. Ogni sera i passeggeri, affluiranno nel salone centrale delle feste, per assistere ad un divertente momento di spettacolo. Il classico “show” delle navi da crociera, con improbabili artisti nazionali e internazionali, il tutto arricchito dalla gradevole musica di una “big band” : “I Travel good”. Alcuni stravaganti clienti e bizzarri membri dell’equipaggio aiuteranno a rendere unico e irresistibile questo viaggio sulle onde di una risata. Generi Musicali: Swing, Jazz, Blues, Canzoni Comiche. Formazione Band: Marco Bigi, Federico Bagnasco, Roberto Petroli, Saverio Porciello, Marco Trifone, Sergio Bongiovanni , Franco Penatti.(voce, piano, sax, tromba, contrabbasso, chitarra, batteria). Comici: Gianluca Ansanelli, Osvaldo Ardenghi, Marco Arena, Rocco Barbaro, Alessandro Barbini, Matteo Belli, Alessandro Bergallo, Andrea Bottesini, Bove & Limardi, Giorgio Centamore, Giancarlo Comi, Antonello Costa, Roberto De Marchi, Andrea Di Marco, Arturo Di Tullio, Barbara Foria, Nello Iorio, Claudio Lauretta, Norberto Midani, Matteo Monforte, Cristina Pasino, Alberto Patrucco, Claudia Penoni, Gianpiero Perone, Daniele Raco, Dado Tedeschi, Sergio Viglianese, Patrizia Zanetti.
37 puntate durata 26’ l’una (2005/2006 TSI2)
One man show è uno spettacolo live, il meglio del repertorio degli
artisti impegnati che soli in scena davanti ad un pubblico attento ed esigente
si esibiscono dando il meglio di se. In un panorama televisivo dove la comicità è ridotta
al tormentone e l’esibizione non può superare i 2 minuti, Noi
abbiamo deciso di riappropriarci della parola e della frase lasciando liberi
gli artisti di esprimersi con compiutezza. Riteniamo che sia il solo modo
per poter apprezzare appieno le doti comiche di un attore di cabaret. Abbiamo
scelto di farlo davanti ad un vero pubblico libero di applaudire o meno,
ricreando l’atmosfera che gli habituè dei locali conoscono
bene. Una prova della verità dove si sono cimentati artisti noti
(Peppe Barra, Riondino, Cacioppo, Patrucco) e meno noti (Raco, Perone, Bottesini,
Arena), rappresentanti del teatro canzone (Ardenghi) come del teatro tradizionale
(Belli).
5 edizioni
265 puntate di 26’ l’una (2004/05/06 TSI1)
Il Maestro Giuseppe Turturo ci accompagna con gli allievi della sua scuola
per ben 265 puntate ancora in programmazione sul palinsesto della Televisione
Svizzera Italiana. Il Tai Chi Chuan è un'arte marziale "interna",
raffinata ed efficace, ed è molto di più di una ginnastica
dolce, come spesso viene rappresentato. Esercita con delicatezza il fluire
dell'energia del corpo e della mente e se ben praticato è utile per
acquisire salute, longevità e freschezza mentale; può servire
come autodifesa e contribuisce allo sviluppo spirituale. E' dunque una perfetta
sintesi tra meditazione e movimento. L'insieme di movimenti, lenti e continui,
simili ad una danza armoniosa, ma potente, prende il nome di forma. Il fluire
degli eventi é controllato dall'interscambio di due forze opposte,
Yin e Yang. Yin é la forza passiva e Yang quella attiva. Nella forma
completa i due tipi di movimento si alternano, con i due elementi sempre
presenti. L'esercizio dei movimenti può sembrare ripetitivo ma non é mai
noioso, diventa tanto più interessante e vario, quanto più si
progredisce nei livelli e nella pratica. In Cina l'uso
dell'esercizio fisico può essere fatto risalire già al 1000
a.C. Il Neijing,
antico testo fondamento della medicina tradizionale cinese, prescrive esercizi
di respirazione, massaggi della pelle e della carne, esercizi delle mani
e dei piedi per gli abitanti del centro, regione pianeggiante e umida, che
soffrono di paralisi delle giunture, raffreddamenti e febbri. Nel periodo
dei regni combattenti (403-221 a.C.) i taoisti introdussero
esercizi fisici e mentali ed esercizi di respirazione come tecniche efficaci
per la prevenzione e cura di alcune malattie ed il mantenimento della salute,
generalmente conosciute come Qi
gong. Già verso la fine della dinastia Han, Hua
Tuo (141-203 d.C.),
noto medico e scienziato, sosteneva l'efficacia dell'esercizio per aumentare
le difese immunologiche e aveva elaborato un sistema di cura attraverso
movimenti noto come il gioco dei cinque animali. Da allora le ginnastiche
energetiche vennero studiate e approfondite negli ambienti buddhisti e
taoisti con lo scopo di mantenere l'organismo efficiente, preservarsi dalle
malattie e dalla vecchiaia, conservarsi in buona salute e favorire la longevità.
6
puntate zero
La storia delle arti marziali di tutto il mondo è complessa. Molti
gruppi di persone hanno avuto bisogno di difendersi in qualche momento e
hanno per questo sviluppato tecniche di combattimento. Sebbene queste tecniche
di combattimento si siano rivelate col tempo obsolete, soprattutto con l'avvento
delle armi da fuoco, le arti marziali sono sopravvissute. Questo è in
parte dovuto all'importanza culturale che le arti marziali hanno rivestito
in determinate aree, e in parte alle loro funzioni di ginnastica e allenamento
fisico e mentale; altri motivi sono l'applicazione sportiva che alcune di
queste hanno assunto col tempo, e l'utilizzo che ne viene fatto nell'addestramento
militare di alcuni paesi. Con arte marziale si intende una disciplina legata
al combattimento che
raccoglie al suo interno determinate pratiche e tecniche codificate fondate
a loro volta su particolari principi fisici, culturali e filosofici.
Il termine è entrato nell'uso agli inizi degli anni
sessanta quando vennero introdotte in occidente le arti marziali orientali
e talvolta viene associata solo a queste ed in particolare alle arti
marziali cinesi, arti
marziali giapponesi e coreane.
Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: ottenere abilità di
combattimento, autodifesa, sport,
salute fisica, autocontrollo, meditazione,
acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e
consapevolezza dei propri limiti.