
Ma cosa c'è dietro il Burlesque? Il termine deriva dall’italiano “burla” nell'Inghilterra vittoriana per
designare un genere
di spettacolo parodistico, in voga tra le classi popolari, in cui le donne (ma non solo) si agghindavano
da gran signore e poi si spogliavano per canzonare le ricche dame dell’aristocrazia,
tra le risa e gli incitamenti degli astanti.
A fine secolo il gioco si diffonde a macchia d'olio tra Europa e Stati
Uniti, dove lo ritroviamo, in varie sfumature, tra le ragazze dei
saloon nel vecchio west, o nella rivista italiana dove impazza “la
mossa” e soprattutto nei teatri parigini alla Folies Bergère
e Moulin Rouge fino a Broadway e poi a Hollywood.
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La tradizione Burlesque ha quasi due secoli e due parole d’ordine: ovvero donne normali piuttosto che fatali, con più fantasia che malia.
Ogni burlesquer concepisce il proprio personaggio come un alter ego
scenico, si sceglie una nuova identità mitica. Poi, per dare
forma e tratti al proprio doppio-burlesco e trasformarsi, deve mettersi
nelle abili mani di un esperto di trucco e parrucco.
Con la sua fitta rete di riferimenti, a cavallo tra cinema, teatro,
danza e arte circense, il Burlesque è una disciplina leggera
ma complessa e impegnativa.